Spettacoli /

Vocià

Collettivo Glitch
2025

Nel contesto narrativo contemporaneo, caratterizzato dalla sovrabbondanza di informazioni, Vocià si propone come richiamo al racconto orale: performance ogni volta mutevole, luogo “misurato” in cui le variazioni della fantasia producono versioni sempre diverse di storie pronte a farsi spazio nei circuiti della memoria collettiva. Ne deriva una ricerca sul corpo e sul movimento attraverso il linguaggio multidisciplinare della danza e del circo contemporaneo come allegoria di un momento folklorico-identitario, eppure aperta a visioni nuove, allo stesso modo in cui la tradizione si reinventa continuamente.

Tema del progetto è la narrativa orale popolare della Maremma e dell’Amiata declinata negli aneddoti, nelle leggende e nelle storie di paura che un tempo affollavano gli immaginari del mondo contadino durante le veglie notturne. Qui il soprannaturale si dà in forme svariate: dal serpente che si confonde con il drago, all’animale bianco solito apparire presso  gli incroci di strade, fino agli ululati del lupo mannaro (spesso udito, raramente veduto). Più insidiosi gli incontri con le streghe, che potevano trasformarsi in avventure letali.
Altre volte le storie raccontano solo di voci nel buio: rumori di cavalcate che non si rivelano, cortei fantasma che riecheggiano le più maestose cacciate selvagge nordeuropee.

La differenza sostanziale rispetto al presente risiede nel ruolo di coadiutore della paura; nel chiamarla per nome, nel darle un luogo fisico di apparizione, emerge il ritratto di un’alterità socialmente accettata, perturbante eppure garante dell’ordine.

Il progetto si sviluppa a partire da esperienze personali e da una ricerca sul fondo etnografico dell’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma, serbatoio di voci di uomini e donne il cui ricordo vive nei racconti registrati, qui utilizzati anche in scena. Genti di altre epoche, a noi diverse eppure così simili nel destino, perché alla fine del tempo rimarrà solo quello che sarà consegnato alla memoria, qualunque forma avremo scelto di darle.

Credits

Concept: Alice Petrucci

Coreografia di: Giulia Anastasio, Chiara Carducci, Alice Petrucci, Sara Zacchetti

Interpreti: Giulia Anastasio, Chiara Carducci, Alice Petrucci, Sara Zacchetti

Musica: Archivio Etnografico delle Tradizioni Popolari della Maremma di Giulio Bardi

Scenografia: Giulia Imbriani

Durata: 30-40 minuti

Pubblico di riferimento: Adolescente/Adulto (> 13 anni)